L’agronomo


«Abbiamo optato per un’agricoltura che fosse la più sostenibile e ragionevole possibile, nel rispetto dei consumatori e dell’ambiente: un’agricoltura di precisione e integrata, a residuo zero. Non abbiamo la certificazione biologica ma il nostro lavoro va già da anni in quella direzione. Il vino si fa prima di tutto in vigna, non lo dobbiamo dimenticare. Per questo interveniamo il meno possibile nel vigneto, non applichiamo il diserbo chimico, scegliamo metodi di coltivazione e cloni che diano qualità e voce al territorio e alle sue caratteristiche. Sono scelte tecniche, di produzione, e prima ancora etiche: il terreno e le vigne sono quanto di più prezioso esista per un’azienda vitivinicola come la nostra, ecco perché è necessario lavorare con pazienza, conoscenza e rispetto».

Alessandro Matteoli

L’agronomo
L’enologo

L’enologo


«I vini di qualità possono nascere solo attraverso una stretta collaborazione tra chi cura i vigneti e chi gestisce la cantina ed in questo la Tenuta di Artimino è a dir poco esemplare. Solo disponendo di ottime uve si può aspirare a produrre ottimi vini. Poi è fondamentale che ogni singolo vitigno sia vinificato ed affinato nel modo più consono, non esiste una ricetta valida per tutto: seguendo la tradizione cerchiamo di valorizzare ogni uva, i suoi profumi, le sue caratteristiche. Il mio compito è quello di accompagnare il vino verso la maturità, aiutandolo ad esprimersi e a raccontare la sua tipicità. Chi mi conosce sa che amo visceralmente il Sangiovese: questa uva ha un ruolo fondamentale a Carmignano, insieme al Cabernet, compagno discreto ma presente»

Filippo Paoletti



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